Andavamo a lavorare

Da: Repubblica Online, 8 agosto 2009

ROMA – Il giorno del ricordo dei minatori di Marcinelle si trasforma in un ennesimo caso politico, dopo la risposta di Bossi a Fini da Pontida. Al presidente della Camera che aveva invocato il rispetto anche per i clandestini, il Senatur ha risposto: "Noi andavamo a lavorare, non ad ammazzare".

Mob Workers Celebrating St. Valentine's Day, 1929

Nella foto: lavoratori italo-americani festeggiano San Valentino a Chicago, Illinois, nel 1929.

Perdono tombale

Aria di perdono, in questi giorni pre-ferie.
Perdono per i capitali che rientrano da oltremare, così che le famiglie che hanno faticosamente accumulato un gruzzoletto alle Cayman o a Tuvalu possano farlo legalmente rientrare, pagando magari una cifra simbolica. Del resto la gentilezza è dovuta per chi, dopo un lungo viaggio, approda sulle nostre coste. Extracomunitari a parte.
Le Famiglie italiane, dai Corleonesi a quella di Forcella, ringraziano sentitamente la benevolenza del Governo.
Se si fa un piacere alle Famiglie bisogna controbilanciarlo con un piacere ai singles e al popolo perché, si sa, l’invidia è una brutta bestia e chi si sente escluso potrebbe protestare, dando l’impressione che Silvio scenda nei sondaggi. Cosa meglio, allora, di un condono per le multe?
Chi non ha mai preso una multa, in fondo?
Stronzo io che ne ho appena pagata una (si trova sempre uno stronzo che si lamenta), potevo starmi fermo con le mani. Però una non ho fatto in tempo a pagarla, e una forse mi arriverà perché l’Autovelox era un po’ infrattato e non l’ho visto, ma mi sa che era acceso; speriamo che nel condono ci rientrino.
Anche i Papi si stanno mettendo d’accordo per un condono: Silvio, che abbiamo scoperto massimo estimatore della Puglia e -soprattutto- delle sue bellezze, ha lanciato l’idea di una visita a San Giovanni Rotondo, per andare a trovare Padre Pio; Benedetto ha rilanciato, chiedendo che Silvio si rechi a Canossa, sulle orme di Enrico IV che, dicono i consiglieri di Silvio, pare avesse lì una Escort di nome Matilde.
Però Canossa è in una regione tradizionalmente comunista e quindi, per evitare troppo imbarazzo a Silvio e, soprattutto, per non dare troppo l’impressione di appoggiare l’Opposizione, pare si sia addivenuti ad un compromesso finale: visto che San Giovanni Rotondo è lì a pochi chilometri, per dare più l’idea della contrizione Silvio non andrà a Canossa, ma a Canosa.
Buone vacanze.

Io ce l'ho profumato. L'autobus.

Recandomi alla fermata, chiacchierando con la collega, in lontananza vedo arrivare l’autobus, come al solito stracarico.
Il momento dell’arrivo è sempre un po’ critico: per non fare uno sgarbo non è che si può zittire la collega con "sbrigati che sta arrivando", d’altra parte per riuscire a salire sul mezzo occorre porsi in posizione strategica per non rimanere intruppati nel più che prevedibile momento della ressa. Inizio a spostarmi per recarmi più avanti sulla pensilina, in modo da poter salire dalle porte anteriori dove, generalmente, la calca è minore. Vedo che la collega, invece, non si muove; forse non si è accorta dell’autobus in arrivo alle sue spalle o, forse, vuole salire dalle porte posteriori.
Non appena lei fa una pausa nel suo discorso, approfitto dell’attimo di silenzio per fare un cenno verso il mezzo in arrivo e le dico, a voce ben alta per superare il frastuono del traffico:
"MA TU LO PRENDI DAVANTI O DI DIETRO?"